Data Ultimo aggiornamento articolo 13 Luglio 2026

Impossibile tu non abbia sentito parlare negli ultimi 10 anni della skincare coreana detta anche k-beauty. A lei dobbiamo gran parte del merito della gloria che sta vivendo la pratica della skincare così come la conosciamo un po’ tutti oggi, cioè strutturata in step con l’utilizzo di un prodotto specifico in ogni fase.



In una società piena di contraddizioni, all’apparenza malata di giovinezza, ma che a convenienza denigra sia i giovani che i meno giovani, recriminando all’uno di non essere l’altro, ma in generale recriminando a tutti di non essere ciò che dovrebbero essere, la pratica della skincare la vivo come un momento di pace, in cui faccio i conti con la giornata trascorsa o con quella che verrà, cercando di lavare via impurità, schifezze e rilassandomi.

Quanto la pratica orientale abbia influenzato quella occidentale o viceversa? Non si sa, sicuramente va dato ai coreani il merito di avere saputo accendere i riflettori su questa pratica che fino a qualche decennio fa in Europa era la cenerentola del beauty o considerata come “cose da signora”.

Hanno creato prodotti che funzionano, miscelando magistralmente tradizione e innovazione, e dal costo accessibile per molti. Bravissimi inoltre nell’attuare campagne marketing molto efficaci, utilizzando i social, riuscendo a lanciare i propri brand tra le stelle.

5 Differenze tra la skincare coreana e quella occidentale

Quali sono le principali differenze tra la skincare occidentale e quella coreana? E’ importante capirlo per poter scegliere con criterio la propria pratica preferita o per prendere qualcosa da entrambe. Vediamone qualche aspetto saliente

  • 1 – La prima grande differenza è culturale, il criterio di bellezza.
La cultura coreana, pone al centro della propria concezione di bellezza la cura della pelle, che vorrebbe liscia, morbida, vellutata e per nulla abbronzata. La skincare, per i coreani è quindi una parte integrante del proprio quotidiano fin dalla giovane età, e capiamo perché tra i loro prodotti, le protezioni solari occupano un posto d’onore.

L’abbronzatura in tempi passati veniva associata alla povertà, in quanto storicamente legata a lavori manuali svolti all’aria aperta, considerati bassa manovalanza, oggi le cose sono evolute, ma la tradizionale preferenza per la pelle non rovinata dal sole è rimasta. Ciò vale sia per gli uomini che per le donne.
In Europa, come in tutto l’occidente, la bellezza è associata all’essere sexy e vale sempre un po’ di più per le donne che per gli uomini. Per quanto riguarda l’abbronzatura, vi è un vero e proprio culto, tantissimi i prodotti solari che conosciamo e amiamo.
Fino ad un decennio fa però il focus era uniformare o intensificare l’abbronzatura, negli ultimi anni per fortuna, si è diffuso il pensiero del prodotto solare come protezione dalle malattie della pelle e come prevenzione per rughe e macchie. L’abbronzatura in generale viene associata alla bella vita, al godersela e all’allegria.
  • 2 – Il concetto di prevenzione.
Scopo importante della pratica skincare coreana è prevenire. Prevenire i segni dell’invecchiamento come rughe e macchie, ma anche malattie della pelle e danni causati dal sole. Questo il motivo di tanta dedizione e disciplina alla pratica e del cominciare fin dalla giovane età ad applicare prodotti con regolarità.
Fino a 10/15 anni fa, in occidente la tendenza era di intervenire applicando prodotti cosmetici al presentarsi del problema. Ad esempio, applicare la crema per le rughe alla loro comparsa, nulla o poco veniva fatto per limitarne la formazione. Nell’ultimo decennio però è cambiato l’approccio, l’idea della prevenzione per non dover correre ai ripari quando è tardi si è fatta largo.
  • 3 – altra differenza è il numero di step che compongono la routine skincare.
La skincare coreana è composta da una routine strutturata in 10 step da compiere mattino e sera e che vedremo a breve nel dettaglio, quindi 20 step al dì.
Quella Europea o occidentale, (chiamata così per comodità e per distinguerla da quella coreana e da quelle asiatiche che le somigliano molto), è composta da 9 step in tutto giornalieri + qualche trattamento extra da applicare saltuariamente. Trovi tutti i dettagli nell’articolo dedicato agli step della skincare routine
  • 4 – l’approccio con cui viene vissuta questa esperienza è un’altra grande differenza
Per i Coreani tradizionalmente la skincare richiama pratiche olistiche, lo scopo non è solo ottenere un risultato, ma l’esperienza attraverso cui si ottiene questo risultato; la cura e l’amore verso se stessi, la disciplina, il dedicarsi tempo
In occidente il fulcro è l’ottenimento del risultato, spesso legato alla mal accettazione dell’età che avanza, i prodotti vengono applicati meccanicamente sul viso contando i secondi a disposizione prima di schizzare verso nuove avventure. Non è una critica, d’altronde la vita di molti di noi è frenetica, a me piace che sia così, siamo tutti iperattivi nel bene e nel male (chi più chi meno). D’altronde siamo figli delle culture in cui cresciamo ed il nostro punto di vista ne è per forza condizionato. Non vuol neanche dire che non si possa migliorare.
  • 5 – Gli ingredienti
In Corea, la produzione è affidata ad aziende piccole ed artigianali che pongono anch’esse nella realizzazione, un atteggiamento olistico di amore e rispetto. Le cose sono inevitabilmente cambiate a seguito del successo mondiale riscontrato, il metodo artigianale e spirituale è per forza di cose divenuto più industriale e commerciale per poter soddisfare l’ampia richiesta dei prodotti e poter contenere il costo.

Nelle composizioni dei prodotti Coreani, ritroviamo ancora però, gli ingredienti protagonisti dell’affascinante e ricco mondo della medicina tradizionale asiatica; ampio utilizzo di ingredienti di origine naturale combinati in ricette riprese dalla tradizione, un esempio su tutte la centella asiatica. Parallelamente però, vengono stanziati molti fondi nella ricerca scientifica per la creazione di nuove e performanti formulazioni innovative un esempio, il niacinamide. I prodotti coreani sono una combinazione di tradizione e modernità.
In Europa, la produzione per uso cosmetico è regolamentata in maniera rigida e scrupolosa, ponendo al centro la salute del consumatore e l’efficacia del prodotto. Gli ingredienti sono ricreati in laboratorio, anche se nell’ultimo decennio si è tornati alla sperimentazione con ingredienti di origine vegetale, molto richiesti dai consumatori.

La questione cruelty free

Prima di acquistare cosmetici ti poni il dubbio se si tratta o meno di prodotti cruelty free? Vediamo le normative per l’Europa e per la Corea del sud, così da avere uno strumento in più per orientarci nella scelta.

In Europa

  • è vietato l’utilizzo di componenti animali per la produzione di qualunque prodotto cosmetico e in qualunque parte della filiera, fornitori di materie prime compresi come da Regolamento Europeo 1223/2009
  • è vietato testare prodotti o materie prime sugli animali come da Regolamento Europeo 1223/2009
  • è vietata l’importazione di prodotti testati su animali da paesi extra europei

Credits Change for planet. Su questo sito trovi molte info interessanti sull’argomento

In Corea

  • Nel 2018, in Corea del Sud, è stata approvata una legge che vieta di testare i prodotti per la cura della pelle sugli animali.
    Non è pero vietato per la Corea del sud, importare materie prime da paesi dove i test sugli animali vengono fatti e dove è ancora possibile utilizzare componenti animali per la realizzazione degli stessi (ad esempio la Cina). Occorre quindi prestare attenzione al singolo brand e al singolo prodotto. Vista la crescente sensibilità da parte dei consumatori, per poter esportare in un mercato vasto come l’Europa, la Corea negli ultimi anni si è impegnata molto perché la sua produzione fosse sostenibile e clean beauty. Utilizzando quindi materie prime di origine vegetale e autoctone e packaging sostenibili.

Credits: Cruelty free International; Gattino cruelty free

I 10 step della skincare coreana

Wow 10 step mattina e sera sembrano parecchi, ma perché 10? Osserviamo nel dettaglio

Era il 2015 quando il libro “The little book of skincare” di Charlotte Cho, puoi trovarlo da Feltrinelli, è stato tradotto in tutte le lingue e ha fatto il giro del mondo. In questo libro l’estetista imprenditrice di origine Sud Coreana, ci mostra con passione e dolcezza il mondo della skincare coreana e i suoi fatidici 10 passi. Le regole principali: in ogni step si applica un prodotto partendo dal più liquido e terminando con il più denso ed è importante scegliere i prodotti specifici per la propria tipologia di pelle.

Ed ecco i 10 step della skincare coreana:

  • 1 OLIO DETERGENTE per struccare e lavare il viso, liberarlo da impurità
  • 2 DETERGENTE A BASE D’ACQUA per eliminare i residui rimasti, compresi smog e polvere

Questi 2 step compongono la doppia detersione, tanto di moda in questo periodo. Ti è capitato di provarla? Cosa ne pensi?

  • 3 ESFOLIANTE, per eliminare le cellule morte e illuminare il viso.
  • 4 TONICO, per riequilibrare il ph della pelle, i tonici coreani sono tutti senza alcol, quindi più delicati. Anche io li preferisco senza alcol.
  • 5 ESSENZA VISO, a differenza degli altri prodotti, questo è poco conosciuto e utilizzato nella skincare occidentale. Ha una consistenza simile al tonico ma più densa, ha una funzione di idratazione.
  • 6 SIERO VISO, specifico per ogni tipologia di pelle
  • 7 MASCHERA VISO, vanno per la maggiore quelle in stoffa, viene applicata quotidianamente
  • 8 CREMA CONTORNO OCCHI immancabile in ogni tipo di skincare
  • 9 CREMA VISO per idratare e sigillare i prodotti applicati negli step precedenti
  • 10 PROTEZIONE SOLARE al mattina e MASCHERA NOTTE alla sera da scegliere per uno specifico effetto

Non differiscono poi tanto dagli step europei a mio avviso, ormai le due pratiche si stanno contaminando sempre più e se ben organizzati sono affrontabilissimi

Migliori marche e prodotti cruelty free skincare coreana

Pronta per i migliori prodotti della skincare coreana? Li ho selezionati tra quelli per cui viene indicato chiaramente dell’azienda produttrice essere cruelty free (ci mancherebbe pure nel 2026). Se avessi notizie differenti sui prodotti scrivimi nei commenti.

Gentle Black Fresh Cleansing Oil di Klairs, su Miin Cosmetics. Detergente oleoso adatto per pelle delicata. Klairs è un brand vegano, uno dei più conosciuti e apprezzati della skincare coreana

Acqua micellare con Tea Tree, strucca, deterge e tonifica (quindi i primi 3 step in un solo prodotto). Tea Tree Cleansing Water di Benton, su Miin Cosmetics. Ideale per la pelle grassa.

Aha 7 Whitehead Power Liquid ,di Corsx su Miin Cosmetics. Esfoliante chimico contenente acido glicolico. Delicato.

Watermelon Glow di Glow recipe, su Sephora. Tonico rassodante PHA + BHA illuminante all’anguria, minimizza i pori. Prodotto vegano

Light It Up Essener di Sioris su Miin Cosmetics. Essenza alla vitamina C per attenuare i segni del tempo.

The Repair Hero, di Yepoda, lo trovi da Sephora. Siero probiotico con niacinamide. Idrata e aiuta a mantenere l’elasticità della pelle. Yepoda è uno dei brand più conosciuti della skincare coreana

The moments, di Yepoda, le trovi da Sephora. Maschere in tessuto, di varie tipologie, da adattare all’esigenza del giorno.

Aquaringer Skin Clinic Mask di Leaders, su Miin Cosmetics. Maschera in tessuto con acido ialuronico, ideale per la pelle matura.

Miracle Youth Eye Cream, di Village 11 Factory su Miin Cosmetics. Crema nutritiva per il contorno occhi con retinolo e pantenolo, dona un aspetto fresco e riposato. Consistenza ricca

Fundamental Water Gel Cream di Klairs, su Notino. Crema super idratante ma dalla fresca e leggera consistenza di un gel. Adatta a tutti i tipi di pelle, anche a quelle grasse ma disidratate, in quanto la formula è riequilibrante.

Ginseng Moist Sun Serum di Beauty of Joseon, su Miin Cosmetics. SPF50. Una volta applicato è invisibile sul viso. Contiene il 30% di ginseng e il 2% di niacinamide. Protegge, idrata e compatta la pelle, insomma che altro dire.

Propolis Honey Overnight Mask, di Corsx su Miin Cosmetics. Maschera notte, contiene l’87% di estratto di propoli. Altamente idratante, riequilibrante e purificante. Disseta la pelle ma non è per nulla appiccicosa, consistenza quasi gel.

Skincare coreana ed europea non sono poi così diverse, tendono sempre più a fondersi l’una con l’altra. La mia skincare routine è composta da un misto di prodotti provenienti da entrambe le culture. Una delle differenze più grandi è lo spirito con cui si affronta. Quando possiamo, proviamo a goderci questo momento, si anche noi sempre di fretta e sempre di corsa, mentre applichiamo questi prodotti e nutriamo la nostra pelle godiamocela e rilassiamoci.

Tu quale preferisci? Conoscevi già la skincare coreana? Hai prodotti da consigliarmi? Aspetto i tuoi commenti nello spazio dedicato in fondo alla pagina.

Elena

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