Data Ultimo aggiornamento articolo 31 Dicembre 2025

Autrice: Mariangela

mamma, maratoneta, vegana


Ci siamo lasciati la scorsa primavera con la Padova Marathon, nel mentre sono forse stata ferma ad attendere che arrivasse la sera!? Assolutamente no! Ora ti racconto

Vertical Ospitaletto, circuito della montagna e Marano sul Panaro

Ho partecipato a diverse gare caratterizzate da dislivello importante, tra cui la “Vertical Ospitaletto” svoltasi in provincia di Modena a luglio, dove mi sono guadagnata un bellissimo podio di categoria (donne over 45). Il primo traguardo, la prima volta che mi sono classificata in una gara!😍

Che soddisfazione! Arrivare lì, essere premiata…il riconoscimento dell’impegno e della forza messi, esserci, con la testa e le gambe: prima di altre concorrenti, con un tempo migliore dello scorso anno. Una sensazione davvero bella.

Ma proseguiamo.

Tra luglio e agosto 25 mi sono cimentata nel “Circuito della montagna“, un torneo composto da 4 gare brevi che hanno luogo in diversi paesi dell’appennino reggiano, caratterizzate da dislivello (molte salite e molte discese) e diversi tipi di terreni, sia su asfalto che in trail, cioè boschi e sentieri.

Mi sono divertita moltissimo e sono arrivata seconda della mia categoria (femminile over 45).

E siamo a 2 piazzamenti 🤩.

Sono quella a destra 😎

A fine settembre, ho partecipato a due bellissime gare di trail sull’appennino tosco-emiliano, il trail si corre solo su sterrato, sentieri, terreno…a volte i percorsi sono molto tecnici, con grosse difficoltà che impediscono di correre e richiedono molta concentrazione e altrettanta forza.

Purtroppo sono arrivata a queste gare dopo avere ridotto gli allenamenti a causa di una brutta caduta avvenuta durante un allenamento appunto di trail, ma adesso ti racconto.

L’infortunio


Il 21 Settembre, una brutta caduta avvenuta durante un allenamento di trail mi ha provocato un infortunio ad un ginocchio e un’abrasione. Sono caduta alla fine di una discesa, sull’asfalto, mi sono dovuta fermare, ero dolorante e sanguinante.

Mi sono provocata una rovinosa abrasione dovuta all’asfalto, avevo sassolini nella ferita, mi veniva da piangere, mi ricordavo me stessa da bambina quando cadevo nelle scorribande con i miei amici….avevo molto dolore, mi è stato impossibile poggiare il ginocchio a terra per un paio di settimane, era livido e gonfio; anche la mano sinistra non era messa benissimo.

Ho quindi imparato a mie spese che per gareggiare nei trail, correre non basta: occorre rinforzare i muscoli interessati dalla corsa con esercizi specifici.

Con il ginocchio così ridotto non riuscivo a fare nulla…ancora una volta ho dovuto attingere alla pazienza...si sempre lei. Non sono brava ad aspettare ma la corsa mi ha reso più paziente.

Il mio corpo ha avuto bisogno di tempo, non ho più 20 anni…ad una certa accettarlo è fondamentale.

Non ho dovuto stoppare gli allenamenti, non è stato necessario per fortuna, ma ho dovuto rallentare e così facendo sono riuscita a partecipare alle 2 gare di fine settembre.

La San Francesco Marathon

Capita di cadere, rischi del mestiere 😉, ho rallentato un po’, ho fatto meno sessioni di forza o yoga, ma ho sempre corso, avrò saltato due allenamenti al massimo, anche perché avevo un obbiettivo chiaro e limpido nella testa, la maratona di fine anno.

L’obbiettivo era la San Francesco Marathon ad Assisi (PG) fissata per il 23 novembre, meteo previsto bruttissimo.

A dispetto del meteo, il 23 novembre, giorno della San Francesco Marathon la giornata era fredda ma bellissima.
I concorrenti non erano tantissimi, mi pregustavo quindi una corsa in solitudine e cullavo l’idea di realizzare un tempo migliore rispetto all’ultima maratona a cui ho partecipato nel 2025, quella di Padova ad aprile, ma sapevo che mi aspettava un percorso abbastanza tecnico, pesante, con molti saliscendi da fare, soprattutto nella seconda metà della gara.

Per ogni maratona o gara, è possibile consultare sul sito ufficiale percorsi e altimetrie ed è sempre utile verificare come sarà una gara: non conviene presentarsi alla cieca, è fondamentale conoscere il percorso per adattare gli allenamenti.

Partenza prevista da Santa Maria degli angeli andando verso Assisi, per poi raggiungere Spello e Rivotorto. Monti innevati, campi verdi, paesini medievali… cavalli, cavalli e cavalli! In che meraviglioso paese viviamo, il panorama mi ha ripagata di sforzi e sacrifici.

A metà percorso però ero stanca.
Il passo era quello giusto…a metà ero nel tempo previsto, ma la stanchezza è stata sempre con me ed è stata pesante. Essendoci pochi partecipanti non trovavo nessun “compagno” con cui distrarmi o fare due chiacchiere. Mi sentivo stanchissima, stranamente troppo.. ma non mollavo.

Oltre alle salite molto lunghe, ci sono stati tratti faticosi su strade medievali, molto affascinanti, ma non proprio una gara semplice.

Ho faticato molto a chiudere, all’arrivo c’era la mia bambina che mi aspettava per tagliare il traguardo, ho quindi spento il gps, preso la medaglia e pianto per gioia e stanchezza.

Le maratone sono sempre una questione di testa. Non mi sentivo bene, e ho pensato di affrontare la gara un pezzetto alla volta, da un ristoro all’altro distanti tra loro 5 km, mi rifornivo di acqua e mi concentravo sul successivo.

Inoltre correre in inverno non è semplice, tante le complicazioni che si aggiungono come il meteo e l’abbigliamento.

Quella stessa notte però non sono stata bene: la stanchezza era influenza. Mai, mai correre con la febbre….figurati correre una maratona! Ed ecco capito cosa mi aveva tanto rallentato e fatto faticare; mentre il corpo lavora contro un malanno non può darti anche prestazioni atletiche.

Devo dire che anche se il mio stato di forma non era ottimo ho chiuso comunque la San Francesco Marathon dignitosamente, non sono riuscita a battere il tempo della precedente maratona ma l’ho chiusa con un tempo che anni fa sarebbe stato per me un successo: vuol dire che, come dice la mia coach, sono davvero una maratoneta!

San Francesco Marathon, passaggio al 30esimo circa, Spello (PG)..avevamo ancora voglia di sorridere grazie al tifo della gente

Nel 2025 mi sono tolta alcuni sfizi podistici: ho corso alcune gare che mi incuriosivano e su cui volevo sfidarmi e sono abbastanza soddisfatta. Alcune gare sono state molto pesanti, alcune molto sfidanti… ma da tutte ho imparato qualcosa, che mi hanno aiutato a crescere come persona e come runner.

Regali per runner

Avvicinandoci alle feste ho pensato di suggerirti qualche idea regalo semmai avessi amici o parenti runner.

  • T-shirt bellissime e di alta qualità per chi vuole distinguersi, adoro il brand Wild Tee
  • Un porta-medaglie, che tutti vogliono ma nessuno ha il coraggio di confessarlo 😉
  • calze da runner io adoro quelle di Running Mama…ma attenzione, sono sempre in edizione limitata e vanno sold out
  • cintura da running porta flask, chiavi etc…
  • sportwatch
  • il libro per le donne che corrono molto e credono nelle loro capacità, Correre, Vivere di Emelie Forsberg, da Feltrinelli. L’autrice è una fortissima ultra-runner, sky-runner e moglie del grande Kilian Jornet

Progetti futuri

Beh, tra qualche giorno parlerò con la mia coach e pianificheremo il 2026 che sta per arrivare: ci confronteremo su ambizioni, gare e sogni.

Ho imparato tante cose, ho ricevuto tante cose, ne ho perse…

Ma imparo ad osservare e mi godo la natura attorno a me.

E vado a correre!

Mariangela

Credits: foto di copertina di Mariangela, è una vista delle 3 croci di Marano sul Panaro, foto scattata durante la MaRun 2025.

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