Data Ultimo aggiornamento articolo 13 Maggio 2026

Come iniziare un nuovo anno, arrivare fino a marzo e ancora non avere chiari gli obiettivi, l’unica certezza è il desiderio di nuove corse e di crescita.


Autrice di questo articolo: Mariangela

mamma, maratoneta, vegana

Mariangela, maratoneta, runner, donna


Nuovo anno e vecchia me

Quest’anno è cominciato molto di fretta.

Ho fatto fronte a piccole emergenze familiari, scontato qualche malanno di stagione e corso svogliatamente.

Il 2025 mi ha dato tante soddisfazioni nella corsa: ho scoperto delle gare molto belle, come la Maratonina dei colli bolognesi che si corre ad aprile; la MaRun, un trail che si corre sui sentieri di Marano sul Panaro (MO); la Crono dell’anello sui sentieri nebbiosi di Borzano di Albinea (RE) a fine anno.

Veduta dai colli di Borzano di Albinea (RE)

Corse piccole, corse “blasonate”, corse lunghe, corse molto corte…posti nuovi, volti nuovi, amici, chiacchiere, persino qualche podio.

Ma torniamo ad oggi…

Ho tanti obiettivi da coccolare per il nuovo anno…in programma c’è anche una maratona ad aprile.

E’ la Lake Garda 42, che segue il lago di Garda partendo da Limone (BS) e finendo a Malcesine (VR) il 12 aprile 2026

Una gara che di solito è sold-out già dal settembre dell’anno prima, con pochi posti disponibili, non veloce da correre (non si va lì per fare il personal best, per intenderci), con saliscendi, diversi tipo di tracciato…

Perchè è così ambita? E’ una corsa sulla ciclabile del lago di Garda. Costeggia tutta la riva, passa da paesi splendidi, sale fino ai monti, te li fa vedere, scendi, torni sull’acqua…asfalto, sterrato, salite, discese, paesaggi tutti per te, senza turisti, senza auto, tutto tuo.. e poche altre centinaia di persone. Immagina che per andare all’arrivo, Limone, si può prendere il battello da Malcesine.

Un’esperienza completa e unica!

… ed io mi ritrovo con un insperato pettorale, venduto da una persona che si ritrova costretta a rinunciare .

Certo una maratona ad aprile un po’ mi spezza gli obiettivi: è in mezzo alla nuova stagione del trail, aprile è il mese in cui cominciano le gare sull’appennino reggiano/modenese…e poi aprile è così lontano, fatico a vederlo.

Occorre fare altro nel frattempo, fare scorta di allenamento al buio, di pazienza, di fatica, di inverno, di sonno.

La corsa campestre

Ho scoperto di amare la corsa campestre, te ne ho parlato nel mio ultimo articolo: Obbiettivo San Francesco Marathon

Ieri

Da bambina, alla scuola media, il nostro professore di educazione fisica era stranamente innamorato dell’atletica. Nelle scuole delle mie parti sembrava esistesse solo il calcio, la pallavolo, il calcetto. Vabbè, bastava avere la palla, andavi in cortile e amen.

Lui no, a lui piaceva l’atletica. Ci insegnò a fare salto in alto, salto in lungo, a saltare la cavallina, a correre. Lui ci faceva correre e ambiva a portare qualcuno ai campionati scolastici di corsa campestre. La corsa campestre si corre su fondo sterrato o erboso, anche se piove, anche se fa freddo, anche se voli nel fango; sono gare mediamente brevi ma molto veloci.

Ecco, io non sapevo fare niente. Ma proprio niente.

Non sapevo giocare in squadra, non sapevo saltare, non ne azzeccavo una. Sapevo fare una sola cosa: correre. Correvo sempre, tanto, non mi stancavo, sarei andata io a fare la campestre.

Ero emozionatissima. ma….

Non corsi mai. Non gareggiai mai. Mi ammalai e nessuno volle più farmi correre. Finite le medie andai al liceo e lì l’atletica non sapevano nemmeno cosa fosse. La corsa campestre esisteva, ma forse per altre scuole, non per noi, potevamo solo giocare con quelle benedette palle. Io non volevo, non mi interessava. Cominciai a fumare come ogni brava adolescente e a rifiutarmi di fare l’ora di educazione fisica.

Oggi

Ogni provincia italiana ed ogni federazione (come Csi o Uisp) organizza i propri campionati di corsa campestre, anche oggi nel 2026… ed io l’ho corso quest’anno: tra Rubiera (RE), Montecchio (RE) e Boretto (RE) con la mia squadra dell’Atletica Castelnovo Né Monti ho corso nel fango, dopo i bambini, dopo i ragazzini, dopo i ragazzi… con le povere attempate come me, alle quali non interessa l’età ma solo correre.

Mi sono divertita moltissimo e… sono andata a podio come campionessa provinciale di cross della categoria amatori femminili, fa troppo ridere!! è stato davvero pazzesco.

Sono state tre gare brevi ma intense: si corre molto forte per pochi km su terreni faticosi, erbosi, fangosi, accidentati. Per una come me abituata a prenderla comoda sulle lunghe distanze è stata una grande sfida.

Pazzesco!

Podio dell’ultima gara a Boretto (RE), io sono quella a sinistra

Per me è stata una soddisfazione enorme, una piccola sconfitta da ragazzina, ora diventava un traguardo.

Correre la campestre con la mia società è stata una esperienza nuova e formativa. Queste gare sono brevi, muscolari, veloci; si fa molta fatica. Vieni sorpassata facilmente dai giovani, ti sfidi all’ultima curva con le atlete della tua età… al traguardo ci si saluta, ci si fanno i complimenti, si fa il tifo quando si sale sul podio.

Ci si scambia consigli sulle scarpe, sugli allenamenti, si sorride, si ride mentre si beve il thè.

E’ la faccia sana dell’atletica per amatori, quelli ormai adulti che non saranno mai professionisti (forse) ma che si godono quello che hanno e corrono, semplicemente corrono.

Avevo finalmente al collo quella medaglietta dorata, avevano chiamato il mio nome. E’ stato davvero bello

Sì, la medaglia è sfocata, ma alla mia età i selfie non sono proprio il mio!!

Nuove corse un nuovo inizio

Quest’anno mi immaginavo corse nuove, proprio nuove: oltre la maratona, oltre il trail.

Andare più lontano, più in alto… fare più strada, fare strade diverse, più più più. A volte correre e basta non sembra sufficiente. Vorrei correre in posti nuovi, non necessariamente posti lontani, ma nuovi per le gambe, per gli occhi, per il cuore.

Vorrei più gare in montagna, ad esempio: vorrei imparare a saltellare meglio nelle discese piene di sassolini che rotolano, salire con lo sguardo sempre rivolto verso l’alto in cerca delle cime degli alberi e del sole che ti aspetta in vetta, sentire il rumore dei passi sul terreno, sul sottobosco, sentire il cuore pieno di gioia.

Esigenze di corsa

Vorrei anche, addirittura, andare oltre la maratona. Correre di più, correre per correre, senza pensare a niente, correre perchè ti piace correre.

Ho già usato la parola correre??

Dopo aver corso nuovamente a Salsomaggiore a fine febbraio, questa volta per la 30km e non per la Verdi Marathon come lo scorso anno, ora preparo la mia maratona di aprile la Lake Garda 42, che sarà pesante ma in un posto molto molto bello, come vi raccontavo su sarà la mia prima volta su quel tracciato.

Mentre preparo la mia regina e gli allenamenti si intensificano, penso al mio prossimo nuovo obiettivo.

Voglio qualcosa che mi riempia il cuore, gli occhi, che mi porti via le gambe, che mi faccia andare lontano.

Voglio qualcosa che mi faccia sentire felice, che mi faccia sentire al posto giusto. Il posto giusto per me, ovviamente.

Adesso focus sulla maratona Lake Garda 42, e poi vedremo cosa hanno in serbo per me le gambe, le montagne e la testa. Dopo averne parlato con marito e figlia ovviamente!

E tu, dove andrai a correre quest’anno?

Mariagela

Credits: foto di Mariangela

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