Data Ultimo aggiornamento articolo 14 Aprile 2026

Autrice: Mariangela

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Mariangela, maratoneta, runner, donna


ovvero la maratona e chi me lo ha fatto fare.

La Bologna Marathon, corsa un paio di settimane fa, è stata la mia quinta maratona, la mia quinta Regina.

Definizione di maratona

Partiamo dal principio,

dal sito Treccani, la definizione di maratona è la seguente:

“È detta maratona la gara di corsa su strada, che si svolge su un tracciato di 42,195 km. È così chiamata in ricordo della corsa compiuta, secondo la tradizione, da un soldato ateniese per annunciare ad Atene la vittoria sui Persiani nel 490 a.C., che dato l’annuncio sarebbe morto per lo sforzo compiuto. La lunghezza del tracciato è appunto pari, secondo i moderni calcoli, alla distanza del luogo della battaglia da Atene. È una delle gare più prestigiose dell’atletica leggera e dell’intero programma olimpico, in cui fu introdotta fin dal 1896.”

La maratona viene anche chiamata “Regina“

Maratona di Bologna

Più faticosa della precedente competizione, perché non controllavo il ritmo; sono partita troppo veloce e poi ho pagato, ma il duro, costante e efficace allenamento fatto ha vinto sulla stanchezza e ho portato a casa un risultato migliore del precedente.
Volevo dedicare il mio traguardo a lei, l’amica persa proprio ad inizio anno così all’improvviso. Correvo pensando a lei. 42,195 km in solitudine, dove lo scopo era arrivare.
Quando sono arrivata ho esultato, guardato il cielo, pianto moltissimo…perché corro per me, per ricordare, dimenticare, per migliorare, per cercare un equilibrio interiore.

Sentivo che questa maratona, sarebbe andata meglio della precedente. La Bologna Marathon si è svolta il 3 marzo 2024.

Nella precedente, quella svoltasi a Ravenna il 12 novembre 2023, era andato tutto molto bene; tuttavia per questa nuova avventura, mi sentivo più preparata, sentivo di essermi velocizzata sulle lunghe distanze, di essere in forma…ma quando ci si trova di fronte a tali distanze, a gare lunghe e sfidanti, per quanto ci si senta pronti non ci sono garanzie.

Tali e tanti possono essere gli imprevisti, può tradirti il meteo, l’intestino, la noia o la durezza del percorso.

Può tradirti la scarpa, che pensi di aver scelto bene; possono tradirti i piedi, le gambe, la sete, gli auricolari.

Puoi tradirti da sola e dato che sei sola, può tradirti la solitudine.

Allenarsi per la maratona

42 km sono molti, tanti; una maratona si corre con la testa prima che con i piedi: richiede un impegno costante e crescente, tabelle di allenamento molto ferree e rigorose. Preparazione anche sul tappetino, facendo core stability, pilates e stretching.

Io mi rinforzo con il metodo della core stability. Fare core stability, cioè eseguire esercizi statici e dinamici. Serve a rafforzare il core, ovvero la parte centrale del corpo come addominali, torace e spalle, per dare maggiore forza, maggiore equilibrio, così da non accasciarsi per la stanchezza, per migliorare la forza della schiena e aiutare di conseguenza il respiro.

Faccio pilates per aumentare equilibrio e flessibilità, distendere il corpo, sciogliere le rigidità e rafforzare. Fa molto più di quanto sembri.

Per gli allenamenti di pilates, come per il core, seguo un applicazione: Fixfit. Trovo sia fatta molto bene ed è anche amatissima su YouTube: i video molto chiari, sessioni tematiche divise per scopo e livello di chi segue, volendo puoi trovare una sezione a pagamento dedicata anche alle personalizzazioni degli allenamenti e delle diete. Un’ottima scoperta risalente al triste periodo del lock down. Aiuta molto nel ritrovare equilibrio, forza e flessibilità e anche per ciò che riguarda l’alimentazione.

Preparazione maratona: coach e nutrizionista

Per correre è importantissimo credere in sé stessi e avere accanto qualcuno che crede in te.
Per preparare una maratona, ma in ogni caso per cominciare a correre (soprattutto se le ambizioni ti portano a lunghe gare) occorre una preparazione di base, che coinvolga diversi aspetti: allenamento, alimentazione e motivazione.

Devi controllare il tuo corpo, la tua salute, la tua volontà: prima di correre, è meglio verificare come stiamo… e non solo se hai passato i 40!

Coach

Io ho una coach. Non è solo un’allenatrice. Julia Jones è una triatleta, allenatrice esperta, che segue moltissime donne con il suo “corso di corsa” e la sua filosofia del “correre al femminile“, con cui aiuta ed incentiva donne di tutte le età a vivere lo sport con naturalezza. La trovate sul suo sito Julia Jones oppure sul suo profilo Instagram Julia Esther Jones.

La coach non ti allena e basta, ti segue come persona, corregge i tempi e le motivazioni, ti aiuta a scegliere obiettivi a breve e lunga durata, ti incoraggia e ti forma. Occorre fare molta attenzione nella scelta del coach o dell’allenatore, va valutato in base alle proprie esigenze personali, alla propria formazione e alle proprie piccole o grandi ambizioni.

Ho conosciuto la mia coach per caso, nel 2021, in occasione della maratona di Reggio Emilia grazie all’iniziativa “Donne di corsa”. Un programma dedicato alle donne più o meno sportive, creato con lo scopo di avvicinarle ed appassionarle all’avventura della maratona e portarle fino al traguardo. Il programma metteva a disposizione il supporto di un coach, uno psicologo, un trainer sportivo e un nutrizionista.

Da allora ho corso molto e ho imparato a fidarmi di lei e lei ha imparato a conoscermi: ora so che le sue scelte sono su misura per me, so che i suoi consigli sono fatti per aiutarmi a migliorare o per “digerire” i fallimenti.

Conosce le mie ambizioni; e io so che saprà aiutarmi a fare del mio meglio.
La mia coach prepara delle tabelle di allenamento personalizzate che variano in tempi, distanza, passo o andature che crescono in km, in impegno e in durata settimana dopo settimana. Momento dopo momento.

Nutrizionista

Ho anche una nutrizionista, cerco di curare la mia alimentazione, di renderla più equilibrata possibile, per affrontare gli sforzi senza stressare il corpo o fare troppa fatica inutilmente.

Il mio punto di vista è particolare, sono una runner vegana.

Corro, sono una donna (statisticamente non sono così tante le maratonete donna), sono pure vegana…non mi faccio mancare niente.

Nutrizione ed eventuali integrazioni sono la base di un corpo sano, proprio per questo dedicheremo un prossimo articolo nello specifico a questo argomento.

Farsi seguire da specialisti competenti migliora sia la corsa che il nostro stato di salute, allontana gli infortuni, ci aiuta nel prenderci cura di noi stessi e a conoscerci.

Penso che la gara non sia il solo obiettivo di chi corre. Vi è la curiosità di conoscere i propri limiti, capire fin dove si può arrivare, cosa davvero si è capaci di fare, senza confrontarti necessariamente con qualcun altro. La bravura di un coach è anche capirli i tuoi limiti, fin dove puoi spingerti, aiutarti a migliorare cercando di raggiungerli…o almeno provarci.

Io ho imparato a conoscere i miei limiti non raggiungendo gli obiettivi, ad accettarmi e ad impegnarmi per provare a superarli migliorandomi.

Conseguenza del correre molto

Quando corri molto e sei una persona carica di impegni come tanti di noi, come me, con figlia, casa, lavoro, spesa…. I tempi vanno cercati e gestiti. Da una parte la voglia di allenarsi, dall’altra è necessario trovare un equilibrio con tutto il resto.

Solitamente corro all’alba, ho la sveglia tra le 04:50 e le 05:00. Sempre. Inverno, estate, pioggia, nebbia.
Devo andare a dormire presto, prima che posso! Spesso le serate sono sacrificate…certo a volte mi pesa ma io ho scelto di correre all’alba, è un mio impegno personale. A volte non vorrei farlo, vorrei solo leggere fino a tardi, fare una maratona televisiva su Netflix e invece tengo botta.

Devo riposare il più possibile perché il riposo e il sonno sono la parte più trascurata dell’allenamento; Per farlo però occorre organizzare tutta le giornate in partenza.
Tuttavia capita che alcune mattine, io non mi alzi. Perché ho sonno. Mi fa male la pancia. Fa troppo freddo. (Lo dico sottovoce: perché a volte, semplicemente, magari non mi va. Capita raramente ma può succedere!)

Se non corro

Quando non vado a correre al mattino succede però una cosa molto fastidiosa: penso solo a quello per tutto il giorno, ma realmente per tutto il tempo, continuamente.
Passo in rassegna tutti gli impegni della giornata, ora per ora, cercando una pausa, un buco, un ritaglio: “se esco dal lavoro e corro a casa magari vado a correre prima di andare a scuola a prenderla”… “oppure no, se rientra il padre ci vado dopo”… “oppure no, mi metto in smart ed esco durante la pausa pranzo”!!
Sto lì e penso ininterrottamente alla corsa persa, penso che devo uscire. Devo!!

Correndo molto, diventa tutto naturale compresa la fatica, diventa tutto anche necessario: il tuo corpo non vuole stare fermo, il tuo cervello non vuole stare fermo, ha bisogno di infilare le scarpe, correre, sudare. Far scorrere i pensieri, cominciare mentre stai pensando agli incastri quotidiani o agli impegni sospesi, la cena da preparare, il lavoro, le difficoltà piccole e grandi…. I pensieri scorrono man mano che i piedi proseguono.

Se non riesco ad allenarmi ho la sensazione che qualcosa non sia a posto, alterno i sensi di colpa per il mancato allenamento al nervosismo per mancata produzione di endorfine.
Mi capita persino di guardare fuori dalla finestra per seguire con lo sguardo quelli che corrono, perché loro sì e io no?

Però poi la giornata passa, lo slalom tra gli impegni, si guarisce dal malanno, ci si riprende dall’infortunio, i ritmi calano…e domani mattina si torna a correre!

Cosa si può fare mentre si corre: podcast, musica, radio e audiolibri

Quando corri, soprattutto quando corri molto, (il “molto” è chiaramente soggettivo: se hai cominciato da poco, il concetto di corsa lunga potrebbe essere ben differente dal mio), si può scegliere come impiegare il tempo. Le scelte sono diverse, dallo stare in silenzio all’ascoltare musica o podcast. Correre da soli può risultare noioso qualche volta; in ogni caso non piace a tutti, non tutti i giorni. Talvolta è bello darsi la carica con della musica, ascoltare podcast, la radio o un audiolibro.

Capita di tutto, di partire con un podcast e terminare in silenzio, di partire e finire sempre con la musica.
Dipende molto dalla tabella da seguire e dall’umore; scelgo il silenzio se devo concentrarmi.

Adoro i podcast a tema corsa e tra i miei preferiti ci sono:

  • Runlovers, il mio preferito tra tutti, blog che parla di running
  • Fuorisoglia su Spotify (condotto da Sandro Siviero e Martino Pietropoli, fondatori del blog di Runlovers), cominciato in pieno lock-down
  • Il Lungo su Spotify, che alterna interviste, approfondimenti, musica e conduzioni doppie.

e inoltre

Gli auricolari sono concessi agli amatori, per qualunque tipo di corsa competitiva; i professionisti che lo fanno per lavoro invece non ci pensano affatto.

Silenzio

Qualche volta però preferisco il silenzio.
Correre a volte è faticoso, ma nella testa tutto scorre. Man mano che proseguo, le gambe si alleggeriscono e i pensieri cominciamo a scorrere, diventano più vaghi, si sfumano.
Man mano la corsa prende il sopravvento, ascolto i piedi, il suono delle scarpe, il respiro. Il corpo diventa leggero e i pensieri scivolano; la fatica del correre diventa sollievo, diventa gioia, diventa presenza, come quella che provano i bambini che corrono.
Rientrando a casa i problemi non sono svaniti, e forse neanche ho trovato una soluzione, ma la sensazione di sollievo che ho nel petto e nella testa sarà la mia alleata per il resto della giornata.

Accessori per la corsa

Per rendere il momento della corsa il più semplice e pratico possibile, porto con me alcuni accessori, basilari, ma molto importanti.

  • Ho sempre un marsupio da running dove poter deporre chiavi, fazzoletti e cellulare che porto sempre, per sicurezza, dato che sono sempre sola
  • Porto con me anche gli auricolari per ascoltare i miei podcast, musica o altro. Occorre solo fare attenzione alla sicurezza, la propria e di chi è in strada: si possono scegliere ottimi auricolari sportivi, che funzionano anche in singolo. Io ad esempio esco con un solo auricolare, i comandi funzionano ugualmente e posso persino rispondere alle chiamate, oppure cuffie a conduzione ossea, che trasmettono la musica senza occupare le orecchie, libere quindi di ascoltare i movimenti e rumori esterni.

Alcuni modelli di auricolari e cuffiette

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Galaxy buds2 pro di Samsung. Dalle molteplici funzioni compreso il non isolamento.

Di Shokz cuffie a conduzione ossea, su Amazon. Per me le migliori.

Verso la prossima maratona

Accantonata la Bologna marathon lavoriamo sulla prossima.

Posso provarci, posso andare ancora meglio, nonostante la fatica, la solitudine e il percorso bruttino. Porterò con me la voglia di correre e di sentirmi bene con me stessa.

Non si deve però ragionare sempre e solo sulla maratona, nel mentre farò molte altre corse: di paese, da 10 km, da 21 km, trail in collina…anche se alla fine il pensiero va sempre lì, ci penso, e ne immagino una a fine anno.

Magari, tra un allenamento ed un altro, si potrà chiacchierare della cosa più difficile del mondo…

Cominciare a correre. giù dal divano!

Sarei felice di ricevere le tue impressioni o domande e le tue esperienze, scrivimi nello spazio commenti in fondo alla pagina.

Mariangela

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