Autrice: Mariangela
mamma, maratoneta, vegana

Come ad ogni inizio anno, si stila la lista dei buoni propositi e degli obiettivi.
Il 2024 è stato un anno molto pesante ma prodigo di traguardi, personali e sportivi: cosa mi aspetto dal 2025?
Chiusa la parentesi della laurea magistrale, finalmente raggiunta a Dicembre (che fatica laurearsi a 40 e rotti anni: famiglia, lavoro, figlia, il poco tempo, le poche risorse che a vent’anni sembrano inesauribili, anche se forse sono sempre stata così, mi piace essere affaccendata), improvvisamente ho l’impressione di avere più tempo.
Avere “Molto tempo” è un concetto relativo, dato che ho sempre lavoro, casa e famiglia…ma ne ho più di prima e abbastanza per pensare.
Ho in programma di investire questo tempo togliendomi alcuni sfizi sportivi, per avere nuove sfide da affrontare e per divertirmi.
Le nuove sfide mi servono a mantenere un obiettivo, o anche più di uno: anzitutto mi godo la preparazione, la sfida con me stessa, l’arrivo in gara e la voglia, spesso malcelata, di fare bene più della volta precedente. Mettersi alla prova e scoprirsi più veloce, resistente e forte è una gran bella sensazione.
Le nuove sfide inoltre mi divertono, correre infatti deve farti sentire felice e anche farti divertire; se non è più così, è il momento di cambiare sport.
Io mi diverto ancora e per la prima volta faccio parte di una squadra Uisp, mi sono tesserata proprio nel 2025 ed insieme alla mia squadra ho fatto una lista di nuovi obiettivi.
Contenuti dell’articolo
Ad inizio anno si parte carichi di buoni propositi, tra i grandi classici ritroviamo: comincio a fare sport, mi iscrivo in palestra, smaltisco il panettone… ma spesso, nel giro di breve si comincia a vacillare, non per questo però dobbiamo arrenderci.
Se tua intenzione è cominciare a correre in inverno ti dico da subito che è difficile, non da tutti, ma non impossibile e se tieni duro ti garantisco ti sentirai bene, ma bene dentro: non ti fermerà il meteo, sarai forte, tenace, sicura di te e già questo credimi è un bel bottino da portare a casa, soprattutto all’inizio.
Correre in inverno
Cominciare a correre in inverno è faticoso, inutile negarlo
- tante ore di buio
- il freddo
- le intemperie, la pioggia, la nebbia, la neve
Come ti ho già raccontato nell’articolo esco a correre, in tutte le stagioni, mi sveglio per andare a correre alle 4:50, 3 volte a settimana, prendendomela comoda la Domenica giorno in cui vado alle 6:00 e in inverno il freddo è pungente ed il buio intenso. Uscire dalle coperte calde e vedere ciò che ti aspetta fuori dalla finestra è scoraggiante. Chi te lo fa fare, ma che senso ha?


Correre in inverno ha anche tanti lati positivi però:
- cominciare o proseguire a correre d’inverno è temprante
- correre nonostante il freddo è un incredibile allenamento della propria volontà
- si ha l’occasione di soffermarsi e vedere luoghi e paesaggi avvolti da nebbia e buio che lasciano senza fiato. Certi panorami invernali incantano

Capisco se ti spaventa uscire la prima volta, affrontare il freddo e il buio, è comprensibile, ma credimi, la parte fondamentale e più faticosa sta nel continuare.
Si tratta di un vero e proprio esercizio e sforzo di disciplina.
La motivazione (perché sto andando a correre? Perché???) deve essere il tuo faro, lavora tanto su quella, coltivala, nutrila. Devi trovarla dentro di te e solo le persone “giuste” possono aiutarti a tirarla fuori. Lascia fuori dalla porta quelli che ridacchiano, quelli che dicono da subito “non durerai una settimana”, quelli che pensano sia stupido, inutile, esagerato.
Occorre circondarsi di persone positive o quanto meno ascolta quelle: un’amica con cui condividere la sfida, un’allenatrice, il tuo compagno/fidanzato/marito…anche i figli vanno bene. Chi non ridicolizza ciò che fai ti aiuta e non sa neanche quanto.
Correre in inverno richiede anche ma non per ultima una dose di coraggio, ed è esattamente quello che occorre sempre quando si decide di uscire dalla propria zona di confort e affrontare situazioni scomode ma appaganti nel tempo.
Esci, fidati: il freddo ti tempra, ti svuota la testa, ti circonda silenzioso mentre cominci a camminare o a correre, le gambe nel giro di breve si riscaldano, il cuore batte felice, il sorriso che si apre sul tuo viso. La città è silenziosa, l’aria sembra più pulita del solito (anche in pianura padana…) e la sensazione di freddo passa in fretta, solo pochi minuti, giuro.
Correre in inverno ti fa sentire più forte fisicamente, paura di raffreddori o di sentire freddo bye bye, smetti di avere paura del buio e delle sue ombre, smetti di temere tutto e vinci una grande sfida con te stessa aumentando notevolmente la fiducia nelle tue capacità e potenzialità.
Uno o tutti questi obbiettivi sono quello che cerchi per arricchire il nuovo anno? Ti consiglio allora di iniziare o continuare a correre. Non te ne pentirai.
Correre in inverno abbigliamento
Scegliere l’abbigliamento giusto è fondamentale per il running invernale.
Quali sono i criteri base da seguire per correre in salute anche durante la stagione fredda?
- vestirsi ma non troppo, correndo senti caldo dopo poco tempo e sudi, se però esageri con troppi strati ti costringi a provare una delle sensazioni più sgradevoli… il corpo sudato sotto tonnellate di vestiti che non ti fanno respirare!
- vestirsi troppo poco, non è bello e neanche salutare correre morendo di freddo
Il consiglio più ripetuto nei gruppi e nei blog di corsa è: vestiti come se ci fossero 10 gradi in più.
La cosa più pratica da fare è andare per tentativi, perché ognugno di noi ha una diversa tolleranza del freddo; la regola principale è stratificare.
Abbigliamento stratificato
Stratificare significa come ben sai, indossare una serie di strati di abiti partendo dal più leggero e terminando con il più pesante riuscendo così a togliere e a mettere per raggiungere il livello di copertura per noi ideale e che ripeto può essere diverso per ognuno.
Vediamo insieme un esempio di stratificazione ottimale per correre con il freddo:
- Il primo strato è l’intimo, è fondamentale scaldi facendo traspirare la pelle
perfetto il modello base Layer Revelstoke Performance Wool Warm a maniche lunghe di Odlo, brand che adoro per l’intimo invernale, robusto, funzionale e anche carino.
- Al livello successivo va indossata una felpa o una giacca, che tenga caldo.
Io ho appena acquistato il modello di felpa Warmalite Maglia da Running Donna – Violet Quartz del brand Mizuno che propone bei modelli di qualità.

Se preferisci una giacca piuttosto che la felpa ottima per rapporto qualità/prezzo è il modello running donna Kiprun Warm di Decathlon
- per le gambe, so che in molti utilizzano pantaloni termici, per stare caldi, ma io non ne faccio uso, preferisco fare riscaldamento e partire; non sento molto il freddo alle gambe e non sento l’esigenza di nulla di termico, ma ti consiglio di fare delle prove per capire le tue di esigenze.

Vuoi scoprire se sei tipo da pantaloni termici o meno? Non ti resta che provare, potresti capire che non fanno per te, ti consiglio i leggings idrorepellenti running donna Kiprun Warm & Rain di Decathlon. Buona qualità e costo moderato ottimi per provare ma anche per continuare.

Alta qualità per il Fuseaux Ceramiwarm di Odlo. Confortevoli e bellissimi. Dal prezzo più alto, ottimo investimento se ti accorgi che il freddo alle gambe infastidisce la tua corsa.
- Le scarpe, eccoci al tasto dolente, articolo costoso e discusso. Per me devono essere di qualità, ne compro tante, e vista la mia passione trovo si meritino un articolo dedicato, anche due, anche tre che prometto preparerò al più presto, così se posso, sarebbe per me un piacere aiutarti a scegliere.
Accessori per il running invernale
Accessori assolutamente necessari per correre in inverno sono:
- il buff necessario per coprire collo, gola e bocca. Non è consigliabile respirare l’aria fredda con la bocca, se non vuoi rischiare di tornare a casa con il mal di gola già dalla prima uscita
- il buff o cappellino per la testa. Se sei freddolosa anche in pile, ma è sempre preferibile un tessuto tecnico per evitare di ritrovarti con la testa sudata. Fronte e orecchie vanno coperte per bene, perché non si riscalderanno come il resto del corpo, vanno incontro ad aria molto fredda, che potrebbe causare sgradevoli malanni da raffreddamento, che assolutamente vogliamo evitare
- i guanti con o senza moffola
Ottimi i guanti da runner unisex Evolutiv V2 neri di kiprun, li trovi da Decathlon.
Di guanti ne ho molti, tutti spaiati, si esce a correre sempre con i guanti sulle mani, ma capita che quando ci si riscalda i guanti sono di troppo, così li metto in tasca, li fisso al marsupio, ma non so come e perché torno a casa e ne manca sempre uno e non devo essere la sola visti i tanti guanti singoli che capita di vedere in terra qua e la. Fanne scorta, ad esempio da Decathlon dove ne trovi ottimi e a pochi euro.
Come affrontare l’inizio della corsa
Come uscire? Con calma.
Scherzi a parte… vestiti bene, fai un adeguato riscaldamento e non pretendere niente dal tuo corpo e dalla tua mente, gradualmente e con costanza arrivano i risultati e depenni gli obbiettivi.
Se esci di mattina presto, come me, ti scontri con un freddo pungente, a volte con le intemperie, con il buio, puoi ricorrere però a qualche aiuto per darti un po’ di coraggio, come podcast e play list con musica motivante, mi raccomando però scegli prima di uscire di casa. Oppure puoi darti appuntamento con un’amica che ti aspetta così per non farla attendere corri più forte.
Per uscire al mattino, al freddo, al buio, occorre partire quindi dalla motivazione come detto ad inizio articolo. Fai tanti tentativi, anche a distanza di tempo, non vivere come un fallimento se da subito non corri tutti i giorni, datti delle chance e ricordati che la motivazione è tutto e sei tu che decidi.
Avere una gara come obbiettivo vicino o lontano può essere uno sprone a proseguire negli allenamenti. L’inverno è la base della maggior parte delle preparazioni.

Correre mi fornisce la scusa per dedicare del tempo a me stesse, un ritaglio lontano da tutti, in cui pensare, rilassarmi, allenarmi e svuotare la mente. Non ho mai corso indoor sul tapis-roulant e non ho intenzione di provarci, non mi piace l’idea preferisco l’aria aperta.
E poi è un grande sforzo si, ma io e tanti altri lo facciamo e da tanto tempo, quindi se vuoi puoi farlo anche tu.
La mia routine da runner
Ti vado ora ad elencare gli step che compongono la mia routine di corsa, per qualunque dubbio o curiosità scrivimi nello spazio commenti che trovi in fondo alla pagina.
- ho delle tabelle di allenamento semplici da seguire, già pronte e preparate come ci eravamo già detti nell’articolo esco a correre, così da partire già con un programma preciso. Perdere tempo a decidere cosa fare o dove andare ti fa perdere di motivazione.
- metto avanti la colazione la sera prima, preparo già la caffettiera così al mattino devo solo accenderla e poi mangio un biscotto. Per l’alimentazione occorre però fare un discorso più complesso, ognuno di noi ha bisogni differenti, ma il mio consiglio è non uscire a stomaco vuoto, sapessi quanti escono a correre alle 4 del mattino senza mangiare niente, si proprio così.
- mi vesto con cura e amore, andare a correre non è una tortura ma una forma di amore verso me stessa che io manifesto così.
- preparo delle playlist, solitamente seguo i miei podcast, adoro Un passo al giorno che puoi trovare su Spotify, fantastico podcast sulla mindfullness e sulle tecniche per smettere di procrastinare e tentare di migliorare la propria vita un passo alla volta, solo un piccolo passo, una piccola variazione, una riflessione quotidiana.
A volte la tabella di allenamento è impegnativa, devo seguire un ritmo, dei tempi, il respiro… altre volte devo “solo” correre e allora mi distraggo, le gambe corrono da sole, i miei piedi hanno un loro ritmo, la testa invece rischia di annoiarsi, al buio è facile, può diventare tutto un po’ noioso. Mi distraggo se non mi importa del ritmo ma solo di correre, non sono importanti tempi, dati, ritmi, corro così come passeggiare nel parco, rilassandomi, può succedere se si corre spesso.
Allora guardo le finestre illuminate e immagino le persone che si svegliano e vanno in cucina per preparare la colazione, vanno a fare la doccia, fumano una sigaretta affacciati alla finestra e vedono me, con lo sguardo all’insù: ma guarda sta matta penseranno.
Mi guardo intorno, cerco altri runner, seguo i profumi dei forni che sfornano il pane o quello dei bar che riscaldano i cornetti. Sento il profumo del caffè che raggiunge le strade. Sorpasso i padroni di cani infreddoliti, con il pigiama sotto al cappotto, che si chiedono quanto tempo occorra per una pipì.
Mentre corro scruto il cielo, d’inverno si esce con il buio e si rientra con il buio, fino almeno a metà Febbraio e poi all’improvviso, ad una certa ora, si comincia a vedere il cielo che rischiara e con lui un pochino anche io.
Albe e soli che sorgono sempre prima, primo segno di un inverno che va verso il suo apice e poi lascerà, prima o dopo, lo spazio alla primavera. Mentre corro il freddo non si sente più, le gambe non sono stanche, sento solo il sorriso che mi si stampa sulla faccia, per aver colto un segno che mi trasmette ottimismo e un pensiero di gioia per la bella stagione in arrivo e poi tanta soddisfazione perché anche oggi ho raggiunto uno dei miei obbiettivi.

Obbiettivi e propositi per il nuovo anno
Come dicevamo, l’inizio dell’anno è il periodo dei buoni propositi, delle partenze e delle ripartenze, per prendersi cura di se, elaborare nuovi obiettivi e lavorare su nuove sfide.
Cominciare a correre può essere un buon punto di partenza, nel caso in cui il tuo obiettivo sia rimetterti in forma, dimagrire, il benessere psico-fisico oppure partecipare ad una competizione.
Di buoni propositi ne ho sentiti tanti, io guardo all’anno passato e penso alle cose che non ho raggiunto, che avrei voluto, mi interrogo sul perché non sia riuscita a portare a casa il risultato e soprattutto se mi interessano ancora.
Guardo il nuovo calendario e mi chiedo: cosa mi piace ora? Cosa vorrei raggiungere quest’anno?
Con la mia coach Julia Jones, sto preparando la mia prossima maratona la Verdi Marathon, che si svolgerà a fine febbraio, maratona dedicata al Maestro Verdi. Partenza da Salsomaggiore terme (PR) e arrivo a Busseto (PR). Quando le ho parlato della mia intenzione a partecipare fortunatamente mi ha detto: “Perché no? Fa allenamento, vai e divertiti!”
Ed eccomi quindi in preparazione, motivo per cui ho ripreso la corsa campestre. Quella breve, veloce, senza fiato, che si corre nel terreno, sui sentieri, nel fango. Campionessa di questa disciplina la mitica Nadia Battocletti, regina del mezzofondo italiano.
L’ultima mia corsa campestre risale ai tempi della scuola media, con uno splendido professore che ci avviava all’atletica, senza messi, strumenti, posti idonei, solo amore per lo sport. E io correvo. Volevo solo correre.
Un giorno questo professore mi propose di partecipare alle campestri ma non le ho mai corse, mi ammalai in primavera e poi…poi tante altre cose.
Ora ne ho 45 di anni e sabato pomeriggio mi sono presentata ad un campo d’atletica per una gara provinciale di corsa campestre. Tanta la differenza rispetto alle maratone a cui ho partecipato negli ultimi anni, niente partenze affollate o strategie, ho fatto un percorso breve, solo 3200 metri di corsa nella terra, con pochissime altre donne.
E’ stato bello!
Non ho vinto, non sono arrivata ultima… ho solo corso a perdifiato! Ho fatto fatica e mi sono divertita tantissimo.
Tra i miei buoni propositi per il 2025 c’è: corri dove pensi di divertirti, corri in posti che non conosci, corri in modi che non hai provato e così faccio.
Ho tanti altri obiettivi: altre maratone, il trail ed il circuito della montagna che si svolge durante l’estate; ma un passo alla volta ed un articolo alla volta, sono superstiziosa, adesso penso a correre in inverno
Prossimo obbiettivo: la maratona del 23 febbraio, la Verdi Marathon, poi si vedrà.
Io esco a correre nel nuovo come nel vecchio anno… e tu cosa fai? Sogni di partecipare ad una gara podistica? Sarei felice e curiosa di conoscere i tuoi obbiettivi, scrivimi nello spazio commenti che trovi in fondo alla pagina.
Suggerimento: hai mai provato a correre per i campi come fanno i ragazzini?
Male che vada sarai infangata e felice… un rischio che si può correre.
Mariangela
Credits: Le foto pubblicate in questo articolo sono di Mariangela Davino realizzate mentre corre in inverno